LE IMPRONTE
Se l'osservazione diretta della fauna selvatica richiede in molti casi lunghi appostamenti e una profonda conoscenza delle abitudini delle specie in esame, più frequente è la possibilità di imbattersi in tracce che indicano in modo inequivocabile la presenza degli animali.
Le impronte delle zampe, impresse sulla neve o sul fango, possono fornire un gran numero di preziose informazioni sull'individuo che le ha prodotte: la specie, l'età, l'andatura, il territorio occupato; il confronto con altre tracce, ad esempio, può far capire se l'animale stava inseguendo una preda oppure lottando con un suo simile o, ancora, se si trattava di un piccolo che seguiva la madre.
In qualche caso, il ritrovamento di tracce può costituire un'importante scoperta naturalistica, perché rivela il ritorno di una specie in una zona da cui era scomparsa……
LEPRE
Nome scientifico:
Lepus
europaeus

La lepre comune è un animale di
taglia media.
Estremamente adattabile ad ambienti diversi, la lepre comune frequenta soprattutto
zone aperte, i campi coltivati a erba medica intersecati da siepi e nei
boschi misti con folto sottobosco.
L'alimentazione consta essenzialmente di trifoglio e erba medica, ma vengono attaccate anche le radici e la corteccia degli alberi da frutto nei periodi nei quali c’è più scarsità di cibo. La lepre, nel periodo della riproduzione, ha un comportamento spiccatamente territoriale, che determina violenti combattimenti tutti legati alla necessità di "piacere" alla femmina. Queste esibizioni consistono in inseguimenti, salti acrobatici, atteggiamenti di minaccia reciproci, molto simili a quelli di due pugili sul ring.
La gestazione della femmina dura 42-44 giorni e il numero di piccoli che vengono alla luce varia da 2 a 5. I neonati sono già completamente ricoperti di pelo e hanno gli occhi aperti; essi nascono direttamente sul terreno e vengono quasi subito abbandonati a se stessi, tranne per brevi periodi in cui la madre li allatta.
VOLPE
Nome scientifico:
Vulpes vulpes


L'andatura tipica della volpe è un
trotto regolare interrotto frequentemente da fermate per ispezionare il terreno
circostante. Quando però si sente minacciata può galoppare velocemente tenendo
la coda orizzontale e servendosi di questa come bilanciere in modo da poter
compiere scatti e svolte in pochissimo spazio.
La volpe frequenta quasi tutti gli ambienti, preferisce però i boschi, le
macchie e le distese arbustive.
Durante l'estate la volpe è attiva prevalentemente di notte, mentre in inverno la sua attività si svolge indifferentemente durante le 24 ore. Per la caccia possono essere usati diversi metodi, il più comune è l'agguato, che consiste spesso nel fingersi morta per poter assalire di sorpresa i mangiatori di carogne. Altri metodi sono l'inseguimento e la caccia in coppia. La dieta si compone in prevalenza di piccoli roditori e insetti, frutta e bacche, e da ultimo lepri e uccelli.
L’accoppiamento avviene di solito in gennaio-febbraio e dopo 8-9 settimane di gestazione, all'interno di una tana tappezzata di pelo, la femmina dà alla luce da 2 a 8 piccoli, ciechi e ricoperti di lanugine grigio-scura. Questi completamente inetti, vengono allattati per circa un mese, dopodichè sono nutriti dapprima con cibo rigurgitato dalla madre, poi con piccole prede morte e infine con prede vive. E' in questo periodo che i genitori cacciano insieme compiendo talvolta rapide scorrerie anche nei pollai. Tra i 3 e i 4 mesi, i volpacchiotti escono dalla tana e cominciano ad accompagnare la madre nella caccia; verso l'autunno sono ormai indipendenti e la famiglia si scioglie. Le giovani volpi occupano un territorio libero e sono già sessualmente mature nel primo inverno di vita. La volpe può vivere 10-12 anni, ma pochi esemplari riescono a raggiungere questa età data l'accanita persecuzione di cui è oggetto.
FAINA
Nome scientifico:
Martes faina

Intelligente e curiosa, la faina è molto simile alla martora, anch'essa marrone, dalla quale si può distinguere per la macchia sotto la gola che è bianca e divisa al centro. È un animale prevalentemente notturno e vive ai margini dei boschi.
Le
faine non vengono addestrate dalla madre su quale cibo devono o possono
mangiare, quindi assaggiano un po’ di tutto imparando dai loro errori. La dieta
che ne deriva è quindi molto vasta.
La faina può arrampicarsi sugli alberi dove cattura scoiattoli o nidiate di
uccelli oppure rincorrere a terra topi e altri piccoli roditori. Non disdegna
le uova, di cui è molto ghiotta, i rettili, i grossi insetti e la frutta in
genere. Le prede vengono portate alla tana, anche in sovrabbondanza (questo
animale mantiene sempre una riserva di cibo, per i momenti difficili).
Una delle caratteristiche
peculiari delle faine è quella di avere una bocca piccola, ma che può essere
spalancata fino a che la mandibola e la mascella non formano un angolo retto,
questo permette loro di trasportare nella tana le prede più grandi, e
soprattutto le uova intere. A parte l'uomo, che ha sempre cacciato la faina per
la sua pelliccia, i nemici naturali di questo mustelide sono i rapaci come la
poiana, l'astore e il gufo ed i suoi piccoli sono esposti anche agli assalti di
volpi.
Il periodo degli accoppiamenti coincide con l'estate. Dopo una gestazione di tipo differito, lo sviluppo dell'ovulo fecondato a un certo punto si arresta per "sincronizzare" il parto con l'arrivo della stagione favorevole, nascono tra marzo e maggio 2 o 5 piccoli inetti e ciechi. A 5 settimane aprono gli occhi e a 8 vengono svezzati. La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 2 anni. Questo animale può vivere, in cattività, fino a 18 anni.
DONNOLA
Nome scientifico:
Mustela nivalis

E' un animale coraggiosissimo e non sono rari i casi in cui aggredisce l'uomo, staccandosi da lui solo dopo una lotta molto prolungata. A volte addenta le gambe dei cavalli che passano accanto al suo rifugio. La donnola è molto agile sia nel correre che nell'arrampicarsi e nel nuotare. L'unico rapace in grado di catturarla senza timore è l'astore.
Frequenta sia i campi liberi e aperti sia le foreste più fitte ed è a suo agio sia nei luoghi deserti che in quelli abitati dall'uomo.
La donnola si fa la tana nei mucchi di pietre, nelle vecchie muraglie diroccate, in buche scavate lungo le sponde dei fiumi, nelle gallerie di altri animali e, durante l'inverno, pure nelle capanne, nelle stalle e nelle tettoie. Si muove prevalentemente di notte e ricerca topi, talpe, conigli, lepri, uccelli, piccioni e gallinacei che assale mordendoli con i suoi forti canini. Talvolta si ciba di lucertole, orbettini, bisce d'acqua, rane e pesci. Rompe con molta facilità il guscio dei granchi e se gli capita l'occasione cattura anche grossi insetti. Se non viene disturbata si reca a caccia anche durante le ore diurne.
GHIRO
Nome scientifico:
Myoxus glis

Il ghiro è un roditore della
famiglia dei Gliridi, con coda lunga e folta.
Il ghiro trascorre il giorno nella cavità di un albero, precedentemente scavata
da altri animali, oppure si accontenta di vecchi nidi di uccelli abbandonati; a
volte si costruisce il proprio riparo in anfratti. Al tramonto incomincia a
passeggiare sugli alberi e saltellando di ramo in ramo va alla ricerca di cibo.
La
dieta di questo roditore è molto varia, soprattutto in rapporto alla stagione,
infatti, dopo il risveglio dal letargo, il ghiro si nutre di vegetali
integrando la dieta con insetti, uova, nidiacei e anche piccoli rettili. In
autunno il ghiro deve fare una cospicua riserva di sostanze nutritive entro il
proprio corpo; la sua alimentazione è prevalentemente costituita dalle ghiande
noci che immagazzina nella sua tana invernale in modo da assicurarsi
un'ulteriore riserva alimentare. Questa riserva sarà intaccata solo al
risveglio, momento molto delicato perché durante il letargo il ghiro dimagrisce
di oltre la metà del suo peso e per lui sarebbe estremamente faticoso andare
subito a procacciarsi il cibo.
Durante il lungo sonno invernale il ghiro non si sveglia mai grazie al forte
rallentamento del suo metabolismo la sua temperatura corporea si abbassa fino
ad avvicinarsi a quella dell'ambiente. Animale gregario, vive in piccoli gruppi
anche durante il letargo.
Il nemico principale di questo animale è il gufo, l'allocco, la civetta,la volpe la faina, quest'ultima in particolare per la strage dei piccoli,l'uomo, anticamente se ne cibava era apprezzato per la dolcezza delle sue carni. Oggi la lotta contro il ghiro è spesso infatti combattuta in difesa dei coltivi che a volte possono essere danneggiati dalla sua presenza.
TALPA
Nome scientifico:
Talpa
europaea


Il corpo è allungato e ricoperto
da una pelliccia di peli corti e scuri. La struttura corporea riflette
l’adattamento alla vita sotterranea: le larghe zampe anteriori sono a forma di
badile (indispensabili per lo scavo); gli arti anteriori, coda e muso presentano
dei peli sensibili alle vibrazioni del suolo (detti vibrisse); gli occhi sono
piccoli, regrediti e ricoperti dalla pelliccia (evidentemente sottoterra la
vista non è necessaria); l’orecchio esterno è assente.
Strategicamente il nido è situato in modo tale da assicurare una rimozione repentina dei piccoli se minacciati. Per la costruzione del nido la femmina utilizza del materiale che trova in superficie in prossimità delle gallerie: le foglie, l’erba, la carta, la lana o i resti di plastica vengono compressi a forma di palla creando un comodo nido per il parto e per l’accrescimento della prole.
È un animale solitario e controlla costantemente il proprio territorio rilasciando quotidianamente tracce odorose.
Durante il periodo riproduttivo nessun individuo si lega
stabilmente ad un partner, e i maschi sono alla continua ricerca di femmine. La
gestazione dura circa 4 settimane, e alla nascita i piccoli nudi pesano circa
3-4 g. Il pelo comincia a crescere dopo 2 settimane, mentre a 3 si aprono gli
occhi. I piccoli sono allattati sino a 4-5 settimane; a 5 settimane iniziano a
lasciare temporaneamente il nido, per abbandonarlo definitivamente la settimana
successiva.
RICCIO
Nome scientifico:
Erinaceus europaeus


La caratteristica più immediata di
questo piccolo animale è la presenza sul dorso di numerosissimi piccoli
aculei (circa 16.000) di colore bruno, con la punta biancastra.
Il riccio appartiene all‘ordine degli Insettivori, è un animale terrestre lungo
22-27 cm, 500-1200 g di peso. Il dorso è ricoperto di aculei mentre la testa e
il ventre sono ricoperti di lunghi peli rigidi di colore bruno chiaro. Il muso
è appuntito e sempre umido; gli occhi sono neri e relativamente grandi.
Il riccio vive nei boschi con una copertura erbacea molto
bassa, ma è anche possibile vederlo nei prati, soprattutto se sono adiacenti ad
un bosco, a folte siepi o a cespugli.
Il riccio vive sulla superficie del terreno, non scava ne si arrampica. E' un
animale crepuscolare e notturno, si muove molto lentamente e se viene
disturbato si arrotola a palla.
Costruisce un nido di foglie secche dove cresce i piccoli e dove trascorre il periodo di letargo che può durare da novembre a marzo; il nido si trova generalmente sul terreno, sotto densi arbusti. Il Riccio si ciba di insetti, anellidi, lumache ed altri invertebrati. Pur disponendo di una impenetrabile corazza spinosa, il riccio può rimanere vittima di gufi o volpi. Il nemico peggiore del riccio è comunque l’uomo, sia direttamente (in passato il riccio era cacciato e le sue carni venivano utilizzate nella cucina rurale), sia indirettamente (attraversando le strade viene spesso investito dalle vetture).
Il periodo che va da aprile ad agosto è quello della riproduttività; il numero di piccoli che nascono è variabile da 1 sino a 8-9.
NUTRIA
Nome scientifico:
Myocastor coypus

Il corpo è massiccio e tozzo. Assomiglia al castoro anche se è leggermente più piccola.
Conduce una vita crepuscolare e notturna, sempre nelle vicinanze dell’acqua e delle zone umide. E’, infatti, un’ottima nuotatrice e tuffatrice. E’ una specie generalmente solitaria oppure vive in coppia, anche se sono state osservate delle colonie.
L’habitat di questo Roditore è rappresentato da acque stagnanti o a scorrimento lento, con climi non rigidi.
E’ una specie vegetariana, in particolar modo predilige la porzione basale delle piante acquatiche.
Raggiunta la maturità sessuale a 3-9 mesi, è in grado di riprodursi tutto l’anno. Le femmine possono partorire due volte all’anno, la riproduzione avviene in tane profonde scavate lungo gli argini dove, di norma, vengono partoriti 2-4 cuccioli che la madre allatta sul dorso, anche mentre nuota. Subito dopo la nascita sono in grado di nuotare e di mangiare cibi solidi.
La nutria è un roditore acquatico di origine sud-americana, importato in Italia e in altri paesi europei come animale da pelliccia. Lo sfruttamento ai fini economici, nelle nostre zone, non è risultato vantaggioso, poiché, dovendosi adattare a climi più rigidi, il pelo di questo animale si è irrobustito perdendo il suo valore commerciale. Per questo numerosi esemplari sono stati liberati da parte degli allevatori e si sono presto riconvertiti ad una vita selvatica negli ambienti umidi di pianura.
TOPO SELVATICO
Nome scientifico:
Apodemus sylvaticus


Capace di adattarsi ad una
vastissima varietà di ambienti e di risorse alimentari: boschi, ma anche
ambienti con copertura limitata o assente, come campi, giardini e pietraie.
Notturno: agile arrampicatore, ma anche buon scavatore; tana ipogea con gallerie, magazzini e camera-nido; vecchi nidi di Uccelli o di Roditori arboricoli usati come dimore temporanee o come piattaforme "mensa". Onnivoro: si nutre soprattutto di semi e frutti ma anche di Insetti e lumache.
Il periodo riproduttivo è compreso tra marzo e novembre, con 4-5 nidiate; dopo 26 giorni di gestazione nascono 5-6 piccoli pesanti 1 g, nudi e con occhi chiusi, a 6 giorni acquistano i primi peli, a 16 giorni aprono gli occhi, a 18-22 giorni sono svezzati, a 2 mesi raggiungono la maturità sessuale. Ha una struttura sociale assai complessa e popolazioni molto numerose grazie anche alla sua eccezionale prolificità. La vita media è di appena 4 mesi, in natura può durare 20 mesi, di più in cattività. E' predato dalla maggior parte dei Carnivori, dei Falconiformi e Strigiformi.
ARVICOLA CAMPESTRE
Nome scientifico:
Microtus arvalis

E’ facilmente riconoscibile grazie alla struttura del corpo più robusta e alle orecchie molto piccole.
Abita prati, campi, pascoli, fossi; attiva giorno e notte. Vegetariana, fondamentalmente erbivora.
Il periodo riproduttivo é compreso tra fine inverno e fine autunno, con 4-6 nidiate; dopo una gestazione di 21 giorni nascono 3-6 piccoli con gli occhi chiusi per i primi 9-10 giorni di vita. La maturità sessuale é raggiunta a due mesi, talvolta anche molto prima. Vive in natura fino ad un anno e mezzo. E' predata dalla maggior parte dei Carnivori, Falconiformi e Strigiformi.
MOSCARDINO
Nome scientifico:
Moscardinus
avellanarius

Di dimensioni leggermente inferiori al Ghiro, abita siepi, arbusti e cespugli.
Crepuscolare e notturno, poco attivo di giorno. Molto agile, si arrampica veloce sugli alberi, salta con abilità e lontano. Parzialmente gregario, vive sia in famiglie che isolato.
Si nutre di frutta selvatica e coltivata, soprattutto di noci, ghiande, fragole, germogli vari, raramente uova e nidiacei.
Il periodo di accoppiamento è compreso tra maggio e settembre, con due nidiate; dopo 23 giorni di gestazione nascono 3-5 piccoli nudi e ciechi; a 13 giorni sono rivestiti di pelo, a 18 aprono gli occhi, a un mese cominciano a lasciare il nido, a 40 sono indipendenti. La durata massima della vita è, in natura, di 4 anni, in cattività di 6. Viene predato da Mustelidi (in particolare Martora e Faina), Gatto selvatico e da quasi tutti gli Strigiformi.