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Progetto di inserimento del tritone crestato |
| Triturus carnifex |
| all’interno dell’ Oasi “La Francesa” |
Il tritone crestato italiano (Triturus carnifex) è il tritone più grande presente in Europa. Un tempo diffusissimo in Italia, è oggi in costante diminuzione nel territorio, sia dal punto di vista della diffusione sia da quello della densità di popolazione.
Cause principali di minaccia sono la progressiva distruzione e alterazione dei suoi ambienti riproduttivi (in particolare nelle aree periurbane e industrializzate), l'immissione di Pesci carnivori nelle pozze e nei laghetti collinari, il prelievo idrico dai piccoli corpi d'acqua, il pesticciamento del bestiame attorno e dentro le piccole pozze, l'uccisione degli esemplari da parte del traffico veicolare durante le migrazioni primaverili verso i luoghi di riproduzione e la pulizia dei fossi.
Il ripristino e la creazione ex-novo di ambienti idonei al ciclo vitale della specie sembrano le soluzioni più efficaci per la sua conservazione.
Scopo del Progetto:
Creazione di una zona a protezione integrale nella quale inserire alcuni esemplari di tritone crestato, così da offrire loro un luogo sicuro dove vivere e riprodursi. In una fase successiva si inseriranno gli esemplari nati all’interno dell’area protetta nei canali circostanti l’oasi e nel lago centrale, così da lasciarli liberi di colonizzare tali ambienti e ripopolare le zone circostanti l’oasi stessa. Ciò nella speranza che possano un giorno ripopolare l’intero nostro territorio.
Fasi di realizzazione del progetto:
Le reti laterali e aeree devono avere una dimensione delle maglie tale da consentire l’accesso ad insetti e invertebrati in genere.
Periodicamente sarà opportuno immettere con un secchio nuova acqua prelevata da altri canali, così da inserire crostacei e larve che altrimenti non potrebbero accedervi a causa della rete presente nell’acqua.
Data di inizio del progetto:
Il progetto avrà inizio nel mese di Aprile del 2009.
Durata del progetto:
Indefinita.
I progetti di ripopolamento sono curati dal Comitato Scientifico dell'Oasi la Francesa.


